STU UNGAR | Accademia Del Poker

Stu Ungar (New York, 8 settembre 1953 – Las Vegas, 22 novembre 1998), è stato un giocatore di poker statunitense.

Stu Ungar nacque e crebbe nel Decrease East Facet di Manhattan (New York) da una famiglia ebraica.

Suo padre period un usuraio che gestiva un bar-club nel quale si poteva anche giocare d’azzardo.

Tali circostanze lo avvicinarono al gioco d’azzardo sin dalla giovane età

Stu iniziò ben presto a giocare tornei di gin rummy, facendosi «un nome» nel giro.

Uno dei motivi del passaggio al poker fu l’esclusione di Ungar dal giro del gin rummy a causa della sua fama di imbattibile.

Dopo aver sconfitto vari giocatori professionisti tra cui Harry Stein (detto anche Yonkie), ritenuto allora il più forte giocatore di gin rummy, Ungar mise high-quality alla carriera di Stein e nessuno volle più giocare con lui, nonostante si offrisse di partire svantaggiato per rendere più equo lo scontro.

Period noto infatti per l’abitudine di lasciare che il suo avversario guardasse l’ultima carta sul tavolo, offrire sconti agli avversari sconfitti e di giocare ogni mano nella posizione del mazziere, tutte cose che avrebbero dovuto porlo in posizione di netto svantaggio, ma che non gli impedivano di riuscire comunque a prevalere.

Un aneddoto ricorda che, durante una partita, pur essendo stato avvertito che il suo avversario truccava le carte, Ungar avrebbe risposto che lo sapeva e che avrebbe continuato lo stesso a giocare, sicuro che avrebbe vinto, come puntualmente avvenne..

All’epoca in cui Ungar si trasferì a Las Vegas, il gin rummy period più giocato in forma di torneo che non di scontro testa a testa.

Ungar vinse e finì nelle prime posizioni in così tanti tornei che molti casinò gli chiesero di non giocare più, in quanto molti giocatori dicevano che non si sarebbero iscritti se Ungar fosse stato tra i partecipanti.

Ungar raccontò successivamente nella sua biografia che amava vedere i suoi avversari perdere lentamente il controllo durante la partita, leggere la loro disperazione negli occhi quando si rendevano conto dell’impossibilità di vincere.

Sebbene famoso come giocatore di poker, Stu Ungar si considerava migliore nel gin rummy a tal punto da affermare che nessuno lo avrebbe mai superato in questo gioco.

World Collection of Poker

Ungar si iscrisse alle World Collection of Poker 1980.

Vinse il Fundamental Occasion sconfiggendo la leggenda del poker Doyle Brunson e diventando il più giovane campione del mondo nella storia (report poi battuto nel 1989 da Phil Hellmuth).

Ungar dimostrava un’età più giovane dei suoi ventisette anni e per questo motivo fu soprannominato The Child (in inglese: il ragazzino).

L’anno successivo difese con successo il titolo, sconfiggendo Perry Inexperienced nel testa a testa finale.

Durante le World Collection of Poker 1992 Ungar si scontrò con Mansour Matloubi (vincitore del torneo nel 1990) in un testa a testa di Texas maintain ’em dal buy-in di 50.000 dollari.

Dopo alcune mani uscirono le carte 3-3-7-Ok-Q.

Matloubi bluffò e andò «all-in» per 32.000 chips. Stu fece rapidamente «name» senza avere alcun punto in mano, ma un 10 come carta alta, e contemporaneamente disse a Matloubi che le sue carte erano 4-5 o 5-6.

Matloubi girò le proprie carte, che erano un 4 e un 5. Ungar vinse la partita.

Blackjack

Ungar affermava di essere in grado di contare tutte le carte presenti in un sabot di blackjack composto da sei mazzi di carte. Nel 1977 scommise 100.000 dollari con Bob Stupack, proprietario di un casinò a Las Vegas, che sarebbe riuscito a contare tutte le carte di un sabot di blackjack composto da sei mazzi, indovinando le ultime tre carte. Ungar vinse la scommessa[7].

Le sue presunte capacità mnemoniche e la sua abilità nel conteggio delle carte furono controverse e su di lui, advert un certo punto, gravò il sospetto di essere un baro. Nel 1982, dopo essere stato accusato di imbroglio al tavolo del blackjack di un casinò di Atlantic Metropolis, Stu Ungar fu inizialmente condannato dalla Commissione sul Gioco d’Azzardo del New Jersey, al pagamento di 500 dollari di multa.

La cifra period insignificante per Ungar, ma obbligava il giocatore advert ammettere di avere barato.

Nel caso specifico, il casinò sosteneva che Ungar ponesse di nascosto delle fiche additional sulle sue giocate vincenti, per garantirsi una vincita maggiore.

Ungar negò ogni addebito e portò la causa in tribunale e la vinse, evitando la multa. Dovette, comunque, pagare circa 50.000 dollari in spese legali e di viaggio. La sua reputazione rimase intatta.

Nella sua biografia Ungar affermerà però che la stanchezza per i viaggi ed i dibattimenti fu story da non permettergli di difendere, quell’anno, il titolo nelle WSOP.

Il suo talento e la sua reputazione erano, in ogni caso, oramai tali da farlo escludere dal gioco nei casinò. Gli divenne impossibile giocare a blackjack sia a Las Vegas che in qualunque altro luogo degli Stati Uniti.

Ungar e la moglie Madeline ebbero una figlia, Stefanie. Ungar inoltre adottò legalmente Richie, il figlio di Madeline frutto del precedente matrimonio. Il suicidio di Richie, subito dopo il ballo scolastico di high-quality anno, distrusse i due genitori che divorziarono nel 1986.

Per sua stessa ammissione, contenuta nel documentario One among a Variety: The Rise and Fall of Stu Ungar di Al Szymanski (2006) fu nel 1979, in seguito alla morte della madre, che iniziò a fare uso di cocaina, situazione che si aggravò dopo la morte del figlioccio.

Altre fonti nello stesso documentario, tra cui la moglie Madeline, sostengono che l’abbia fatto su consiglio di alcuni giocatori che sostenevano che la droga fosse utile per tenersi lucidi e svegli durante le lunghissime sessioni di poker di un torneo.

La tossicodipendenza si fece con gli anni sempre più grave, al punto che, durante il terzo giorno del Fundamental Occasion delle World Collection of Poker 1990 (la cui partecipazione period stata finanziato dall’amico e giocatore professionista di poker Billy Baxter) fu trovato privo di sensi sul pavimento della sua stanza di albergo a causa di un’overdose.

I gettoni accumulati nei due giorni precedenti gli permisero comunque di classificarsi al 9º posto, incassando 20.500 dollari.

Molte volte nella vita di Ungar si verificò la serie di eventi che lo vedeva in un primo tempo vincere forti somme al tavolo da poker, e successivamente perdere tutto in droghe e scommesse su sport e corse di cavalli.

Ungar sperperò tutte le proprie vincite in cocaina e scommesse, passando più volte dallo standing di milionario alla bancarotta.

La tossicodipendenza lo debilitò talmente dal punto di vista fisico che molti suoi amici e colleghi affermarono — in un reportage della ESPN su di lui — che non sarebbe vissuto abbastanza da vedere il suo quarantesimo compleanno. Si sbagliarono, ma non di molto.

Nello stesso reportage un suo amico disse che l’unica cosa che teneva Ungar in vita fosse la determinazione di voler vedere crescere la figlia Stefanie.

Molti amici lo incoraggiarono advert entrare in un programma di riabilitazione, ma lui rifiutò, sostenendo che svariate persone di sua conoscenza gli avevano detto che ottenere le droghe period più facile in riabilitazione che non per strada.

l ritorno di The child

Nel 1997 Ungar period nuovamente indebitato, ma ancora una volta fu aiutato dal suo amico Billy Baxter, che gli prestò i 10.000 dollari necessari per pagare il buy-in al Fundamental Occasion delle World Collection of Poker 1997.

Su di lui erano palesi i danni fisici dovuti agli anni di dipendenza, ma le sue abilità erano rimaste invariate.

Ungar vinse il torneo e si laureò primo giocatore della storia capace di vincere tre various edizioni delle WSOP.

Dopo la vittoria mostrò la foto della figlia alle telecamere, dedicandole la vittoria. Lui e Baxter divisero in parti uguali la vincita di 1 milione di dollari. Dopo questo successo, Ungar fu soprannominato «The Comeback Child» («Il ragazzino ritornato») per il lungo periodo (sedici anni) intercorso tra la vittoria del 1981 e quella del 1997.

Durante il torneo Ungar indossava un paio di occhialini rotondi con le lenti di colore blu cobalto che, secondo il suo co-biografo Peter Alson, avrebbero dovuto nascondere il collasso delle narici a causa dell’abuso di cocaina.

Ungar avrebbe effettuato in precedenza anche una rinoplastica per ridurre l’entità dei danni, ma l’utilizzo continuo di cocaina avrebbe causato il definitivo collasso delle narici.

Ungar spese tutto il suo premio in denaro alle WSOP 1997 in pochi mesi, principalmente a causa di droghe e scommesse.

Tentò più di una volta di disintossicarsi, spinto dalle implorazioni della figlia Stefanie, ma ogni volta riusciva a smettere solo per poche settimane.

Prima delle World Collection of Poker 1998, Baxter si offrì nuovamente di finanziare la tassa di iscrizione, ma dieci minuti prima dell’inizio del torneo Ungar gli rispose di essere troppo stanco e di non sentirsi in grado di giocare.

Ungar avrebbe rivelato che, a causa dell’abuso di droga nelle settimane precedenti il torneo, sentiva che l’imbarazzo di non presentarsi period inferiore a quello di mostrarsi in cattive condizioni.

Nelle settimane successive, Ungar scomparve.

Viveva in vari resort di Las Vegas, e di rado lasciava la propria stanza.

Fu anche visto mendicare intorno advert alcune sale da poker. Diceva che i soldi gli sarebbero serviti a tornare al tavolo da gioco, ma in realtà li avrebbe usati per comprare del crack, che avrebbe cominciato advert usare al posto della cocaina, in quanto le sue narici erano talmente danneggiate da non permettergli più di sniffare.

Molti suoi amici si rifiutarono di prestargli soldi finché non si fosse liberato dalla schiavitù della droga.

La morte

Ungar fu trovato morto nella sua stanza all’Oasis Motel di Las Vegas.

Aveva con sé 800 dollari, tutto ciò che rimaneva di un prestito concessogli una settimana prima da Billy Baxter per tornare ai tavoli da poker.

Ungar perse molti di quei soldi in una partita con posta in gioco molto alta al casinò Bellagio, ma si alzò dal tavolo con più degli 800 dollari ritrovati nella stanza.

Non si sa con precisione cosa fece con i soldi rimanenti.

L’autopsia rinvenne tracce di stupefacenti nel sangue, ma non tali da poter essere thoughtful la causa diretta del decesso.

Il medico legale concluse che la causa della morte fosse da attribuire ai danni causati al cuore dagli anni di abuso.

Nonostante le vincite milionarie, Ungar morì senza lasciare beni a suo nome.

Il suo amico Bob Stupak organizzò una colletta per pagare le spese del funerale.

L’eredità come giocatore

Ungar è considerato da molti giocatori il più grande talento di sempre.

Nella sua carriera vinse almeno 30 milioni di dollari, e con John Moss è l’unico pokerista advert aver vinto tre volte il Fundamental Occasion delle World Collection of Poker.

La sua vittoria al Fundamental Occasion delle World Collection of Poker 1997 è considerata particolarmente notevole, poiché ottenuta dopo sedici anni di abuso di droghe.

Alle WSOP Ungar vinse complessivamente cinque braccialetti e incassò più di due milioni di dollari.

Vinse tre edizioni dell’»Amarillo Slims Tremendous Bowl of Poker» (all’epoca considerato il secondo torneo al mondo per importanza) nel 1983, 1988 e 1989.

Vinse anche dieci tornei di Texas maintain ’em dal buy-in pari o superiore a 5.000 dollari.

Maltrattava spesso i croupier, soprattutto quando stava perdendo.

Ma elargiva loro comunque generose mance, indipendentemente se stesse vincendo o meno.

Molti suoi colleghi concordano nell’affermare che Ungar avrebbe potuto vincere molto di più se avesse utilizzato «l’arte dello spingere», ovvero avesse rallentato il gioco contro gli avversari nettamente inferiori, dandogli l’illusione di poterlo battere, in modo da fargli scommettere più soldi.

Invece, lui giocava senza pietà, cercando di sconfiggere i propri avversari nel peggior modo possibile.

Stu Ungar fu inserito nel Poker Corridor of Fame nel 2001.

Sulla sua vita è stato realizzato nel 2003 un movie intitolato Excessive Curler: The Stu Ungar Story, diretto da A.W. Vidmer.

In suo onore la figlia Stefanie ha pronunciato le parole «Shuffle up and deal» («Mescolate e distribuite», cioè la frase che dà inizio advert un torneo di poker) al Fundamental Occasion delle World Collection of Poker 2005.

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